RAZIONALE SCIENTIFICO
La progressiva diffusione dei farmaci biosimilari rappresenta una leva strategica per coniugare sostenibilità economica e qualità dell’assistenza, ma richiede competenze specifiche lungo l’intero ciclo di vita del prodotto: dalla gara d’acquisto alla gestione clinica e organizzativa. Le modalità di aggiudicazione incidono in modo rilevante sulla concorrenza, sulla continuità di fornitura e sulla capacità delle aziende sanitarie di programmare in maniera flessibile e sostenibile gli approvvigionamenti. Parallelamente, il biosimilare non può essere considerato solo in chiave di saving: è un’opportunità per razionalizzare la spesa farmaceutica, liberare risorse da reinvestire in terapie innovative e ampliare l’accesso alle cure anche in popolazioni borderline, a condizione che siano ben compresi gli aspetti regolatori, produttivi, di qualità, efficacia e sicurezza che lo distinguono dai farmaci equivalenti/generici. In questo scenario il ruolo del farmacista ospedaliero e del RUP è cruciale per garantire appropriatezza nelle scelte, continuità terapeutica e gestione ottimale delle gare. Fondamentale è anche il punto di vista del paziente: la fiducia nel percorso di cura, la chiarezza della comunicazione e un consenso informato realmente consapevole sono elementi determinanti per favorire l’accettazione dei biosimilari e massimizzarne l’impatto clinico ed economico. Infine, l’utilizzo del solo prezzo come criterio di aggiudicazione mostra limiti significativi in termini di sostenibilità del sistema, rischio di carenze e fragilità della filiera produttiva, rendendo necessario un approccio più articolato ai criteri di gara e alle strategie di prevenzione delle indisponibilità.